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Coyote Buttes (“The Wave”) – Arizona, USA

Quando si parla di Coyote Buttes, il pensiero va immediatamente a The Wave. E’ comprensibile, perché si tratta di un posto magico, che non ha uguali al mondo, e che colpisce chiunque ne veda soltanto una fotografia. Eppure l’impatto di The Wave oscura un mondo altrettanto bello e degno di essere esplorato e vissuto. Per chi non ne è a conoscenza, la zona che comunemente viene chiamata The Wave è in realtà una parte di quello che è ufficialmente chiamato Coyote Buttes North. Quando richiedete (e possibilmente ottenete) un permesso per The Wave, in realtà state richiedendo un permesso per l’area protetta Coyote Buttes North. Area protetta che è in effetti divisa in due parti: Coyote Buttes North, famosa e per la quale è necessario sfidare delle probabilità di 1 su 10 e oltre per avere un permesso, e Coyote Buttes South, più remota e nella quale è facile avere un permesso anche il giorno prima comodamente prenotandolo su Internet. I posti disponibili sono sempre 20 al giorno, ma la richiesta è molto scarsa. Da un lato è un peccato, perché si tratta di un’altra meraviglia seppure sottovalutata. Dall’altro, però, è un’ottima cosa perché permette di goderne in tranquillità, isolamento e senza dover attivarsi con 4 mesi di anticipo. Il rovescio della medaglia (e anche il motivo per cui c’è meno gente) è che visitare Coyote Buttes South richiede un’accurata programmazione, mappa, bussola e skill di navigazione (non esistono sentieri, né cairns, né direzioni fornite dall’NPS), nonché una Jeep 4X4 (non basta un SUV) e abilità nella guida fuoristrada (oppure la voglia e la capacità di percorrere 9-10 chilometri solo per raggiungere la vasta zona da esplorare).

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Come arrivare

Per arrivare a Coyote Buttes South, dopo essersi procurato il permesso via Internet o nell’ufficio BLM di Kanab, bisogna percorrere la House Rock Road. Questa strada, sterrata ma praticabile con attenzione anche da una normale macchina, va percorsa per circa 16 miglia. Se avete una macchina normale, un SUV, o non siete esperti di fuoristrada, si parcheggia qui. Altrimenti si può proseguire lungo strade molto peggiori della House Rock, con pendenze anche importanti ed estremamente sabbiose, per 2-3 miglia ed arrivare alla zona di Paw Hole, e per altre 5 miglia fino ad arrivare alla zona di Cottonwood Teepees, probabilmente la più interessante.

Di nuovo, proseguire da quel punto senza fuoristrada, attrezzatura ed esperienza è pericoloso e si rischia di rimanere intrappolati nella sabbia per ore. Per chi non si spaventa per un lungo cammino, invece, ecco che inizia l’esperienza. Da Lone Tree, sempre con una (indispensabile) mappa, la cosa migliore è semplicemente seguire la strada. Dopo circa 4 chilometri si arriva al Paw Hole trailhead. Già mentre ci si avvicina, si vedono delle grosse rocce chiamate Teepee per la loro somiglianza con le tipiche tende coniche indiane. Sono a poche decine di metri dal Paw Hole trailhead, quindi è molto facile esplorarle liberamente e scoprire angoli interessanti. C’è un recinto a delimitare la zona protetta. Attraversandolo si arriva proprio sotto ai Teepee. Questa zona è molto evocativa al tramonto, quindi se intendete concludere la giornata qui è un’ottima chiusura prima di tornare alla macchina.

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Camminando qui e là si incontrano diversi gruppi di rocce, modellate ogni volta in maniera diversa.  Indicare le formazioni più curiose e caratteristiche non è facile. Grossi punti di riferimento non ce ne sono, e non è così impossibile mancare qualcosa. Sicuramente, la zona migliore da esplorare è quella a ovest dei Teepee. Al di là di alcune collinette che possono essere scalate con un po’ di fatica c’è un’ampia vallata. La vallata in sé è essenzialmente arbusti e sabbia, ma tutta l’area delle alture che la delimitano è piena di meraviglie. C’è slickrock, hoodoos, friabili rocce (sandstone lace) che si sbriciolano facilmente fra le mani e sotto i piedi (attenzione!), colori simili a quelli di The Wave, brain rocks con striature e forme irregolari. Ogni angolo riserva una nuova scoperta, l’unico problema è che trattandosi di terreno irregolare, scoprire cosa c’è dietro un’altura richiede un continuo sforzo fisico che alla lunga si sente.

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