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Karakum, il deserto che apre la porta dell’Inferno

Paese dimenticato, il Turkmenistan è un angolo d’Asia dal passato storico, punto di passaggio obbligato di una delle realtà commerciali più battute dell’antichità: la Via della Seta.

Il suo nome suona sconosciuto a molti che, difficilmente, lo sanno collocare geograficamente: Turkmenistan, trattasi di un piccolo stato dell’Asia centrale che ha molto da offrire oltre ai suoi giacimenti di gas. Appartenente fino al 1991 all’Unione Sovietica, questo appartato paese, con i suoi 488.100 km², sta pian piano uscendo allo scoperto mostrando il suo volto a tutti coloro che desiderano vedere e ascoltare quanto di bello ha da mostrare e raccontare.

Vale la pena lasciarsi prendere l’anima da questo angolo dove la natura la fa da padrona con il suo deserto del Karakum che, prepotentemente, occupa quasi il 70% dell’intero territorio, tra dune, canyon, paesaggi lunari e montagne che giocano piacevoli scherzi cromatici, uno scenario che offre ai viaggiatori motivati da un grande spirito d’avventura, numerose attrattive che portano a calpestare 5.000 anni di storia tra fortezze e caravanserragli in quella che era un importante crocevia battuto da tutti coloro che inseguivano la Via della Seta, la principale arteria commerciale del passato.

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Punto di partenza è la sua capitale, la moderna Ahgabat, una città vivace posizionata nell’oasi di Achal Tekin, un mondo a colori da ammirare dall’alto dall’Arco della Neutralità, un edificio eretto a simbolo della neutralità del Turkmenistan adottata nel 1998: qui gli edifici sembrano quasi parlare, tutto ancora evoca la presenza di quello che fu un personaggio importante, Saparmurat Niyazow, il cui volto continua, tacitamente, a ricordare il culto per la personalità da lui portato avanti, tra quelle costruzioni che fece ricoprire di bianco e di oro. Per assaporare il suo animo più autentico, vale la pena tuffarsi nella frenesia del bazar di Tolkuchka, uno dei maggiori mercati di tutta l’Asia centrale che, ogni domenica, diletta tra banchi di frutta, verdura, gioielli tradizionali, pezzi d’artigianato, abiti in seta ed i suoi bellissimi tappeti conosciuti come Boukhara.

Lasciandosi alle spalle il caos metropolitano, ci si avvia verso dimensioni più pacate là dove al brusio dei commercianti intenti a fare affari, si sostituisce il silenzio del deserto, un paesaggio con scarsa  vegetazione, poche oasi e con dune che sono interrotte solo dalla presenza di dromedari e baracche degli abitanti, gente semplice che vive ancora come un tempo, dedicandosi all’artigianato ed alle ricchezze che quella terra è in grado di produrre. Si possono dunque incontrare conciatori di pelli, tessitori di tappeti, curiosi bambini e donne più timide non ancora troppo abituate a presenze estranee, timorose di quell’occhio indiscreto che non sanno se identificare come amico o nemico da cui nascondersi e proteggersi.

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I toni si fanno via via più incalzanti e mettono sulle orme del cratere di Darwaza, conosciuto anche come “Porta dell’Inferno“, un nome che lascia intendere qualcosa di pauroso e tenebroso ma, in realtà, si fa riferimento semplicemente ad un buco di sessanta metri di diametro e 20 di profondità, da cui fuoriescono fiamme rosso fuoco, una voragine è creata dall’intervento umano nel cuore del deserto del Karakum, uno spettacolo che regala ai fortunati presenti suggestioni mozzafiato particolarmente vivide al calar del sole o alle prime luci del giorno. La marcia verso l’infinito prosegue fino al canyon di Yangikala, formazioni di pietra calcarea formatesi a seguito dell’erosione del terreno dovuta dall’azione del vento e della pioggia; le sue tonalità spaziano dal bianco latte al rosso fuoco, cambiando colore a seconda della luce: non per nulla infatti il loro nome significa “Fortezze fiammeggianti“.

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Informazioni utili

Per chi volesse raggiungere il Turkmenistan è bene sapere che non esistono collegamenti da e per l’Italia: è bene dunque rivolgersi alle compagnie aeree come Lufthansa che, da Francoforte raggiunge Ashgabat o ancora la Turkish Airline via Istanbul mentre, la Turkmenistan Airlines, permette di raggiungere la capitale passando per Mosca.

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